Scuola e Internet

Babbling progetto scuole infanzia

In arrivo la sim per il Web sicuro

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(Fonte immagine: http://var.zeroemission.eu/)

Una sim card per tablet e cellulari smartphone, con un filtro che analizza la ricerca e fornisce informazioni sicure a chi esegue l’accesso. Nasce in Toscana una sorta di “parental control” di Internet. Protagonista l’azienda fiorentina Chl, una spa leader nel commercio elettronico, che ha realizzato un’applicazione in grado di offrire ai giovani l’accesso a Internet evitando siti, immagini e contenuti contrari ad una corretta funzione educativa.

Scuole, biblioteche, luoghi ricreativi saranno dotati di Adsl sicura, mentre i giovani avranno a disposizione SimCard con accessi protetti. L’internazionalizzazione e il piano di sviluppo industriale del software saranno curati dall’istituto di studi economici bolognese Nomisma, “che ha valutato il potenziale innovativo e formativo del progetto di Chl”.

L’attività sarà concentrata su scuole, biblioteche, luoghi ricreativi dove i giovani potranno accedere liberamente ad Internet in totale sicurezza di visione e lettura di informazioni…

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Scuola 2.0

Babbling progetto scuole infanzia

I tablet sono utili strumenti di didattica

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(Fonte immagine: http://smartblogs.com/)

I tablet risultano utili all’insegnamento, nelle poche scuole che li adottano: parola di docenti e genitori, in un’indagine condotta dall’università Cattolica di Milano, partita a ottobre 2013 e ora giunta ai primi risultati. I dispositivi hanno dimostrato un doppio ruolo: non solo hanno dato supporto all’apprendimento ma anche – ed è forse la vera novità che emerge da questa ricerca – sono stati funzionali all’inclusione di studenti stranieri e disabili. Li hanno aiutato insomma a tenersi al passo con il resto della classe. È quanto risulta da un campione di199 genitori, 157 docenti (64% donne e 36% uomini) e 16 dirigenti scolastici.

Il tablet è stato utile per sostenere l’apprendimento di conoscenze e metodi spendibili nella didattica (18,42% dei rispondenti), produrre strumenti e materiali in classe (11,62%), aumentare la motivazione degli studenti (10,53%), recuperare materiali/contenuti utili per l’attività didattica con gli…

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Scuola 2.0

Babbling progetto scuole infanzia

Smartphone a scuola? Possono essere utili per la lezione

batteria-grafene

(Fonte immagine: http://www.skuola.net/)

È più o meno da quando esistono i telefonini che alcuni psicologi dell’apprendimento si interrogano su un dilemma: portarsi il cellulare a scuola può influire negativamente sull’apprendimento?

Il  quesito è apparentemente ovvio: certo che può influire negativamente; se passi ore a messaggiare con i tuoi amici, non presti attenzione alla lezione, se non presti attenzione non prendi appunti, se non prendi appunti fai più fatica a studiare (a meno che te li prestino) e alla fine prendi brutti voti.

Ma a quanto pare la questione non riguarda tanto il fatto che uno studente non presti attenzione alla lezione (quello succedeva anche prima dell’arrivo dei cellulari), quanto la sua capacità di concentrarsi e di archiviare informazioni in maniera efficace.
Per valutare l’impatto di SMS e tweet sull’apprendimento, alcuni studiosi hanno monitorato il comportamento in aula di due gruppi di studenti: al primo veniva consentito di comunicare con altri…

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S-Desk per la scuola 2.0

Babbling progetto scuole infanzia

Il registro digitale di nuova generazione

sdesk

(Fonte immagine: http://www.orizzontescuola.it/)

Le esigenze di docenti, dirigenti, personale Ata e famiglie con figli in età scolare soddisfatte da un unico software. S-Desk va difatti ben oltre il classico registro digitale e porta innovazione utile e concreta nelle scuole.

Le idee di fondo sottese ad S-Desk nascono dalla profonda convinzione che  l’informatizzazione all’interno della scuola debba svilupparsi nell’ambito di una visione strategica complessiva.

Le nuove tecnologie aggiungono valore solo se permettono una concreta ed efficiente riorganizzazione generale degli schemi gestionali.

In altri termini: più processi organizzativi vengono coinvolti e semplificati con la digitalizzazione, più lo strumento informatico adoperato dimostra la sua reale utilità.
Inoltre questo nuovo registro digitale intende favorire il dialogo tra tutti gli attori che agiscono nel vasto e complesso ambiente scolastico, snellendo e velocizzando processi di comunicazione sia interni che esterni.

Nella progettazione, non a caso, è stato coinvolto un team che comprende praticamente tutti coloro…

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Scuola 2.0

Babbling progetto scuole infanzia

La didattica digitale diventa collaborativa

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(Fonte immagine: http://www.rcseducation.it/prodotti-digitali/mystudio/)

La didattica digitale non è più, solo, Lim e tablet per tutti, ma diventa un nuovo strumento a disposizione di studenti e professori per lavorare insieme, creando percorsi e contenuti nuovi. Cercando, insomma, un diverso modo di fare scuola, più collaborativo.

E’ quello che si propone di fare, per esempio, MyStudio, il primo ambiente integrato per la didattica digitale collaborativa dedicato alle scuole di ogni grado, appena lanciato da Rcs Education.

MyStudio è una piattaforma che consente di creare una classe virtuale. All’interno ci sono diversi strumenti come il Classbox, un contenitore tematico che può essere riempito sia dal docente, sia dagli alunni. Finisce l’idea della scuola “a orario”: il lavoro continua a casa, per tutti. Il prof dà la consegna, gli alunni fanno le ricerche e si rivede il tutto in aula, secondo il modello della “classe capovolta”. O di un Facebook…

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Didattica digitale

Babbling progetto scuole infanzia

Telecom Italia acquisisce Alfabook

logo-alfabook

(Fonte immagine: http://www.alfabook.it/)

Telecom Italia, attraverso la controllata Telecom Italia Digital Solutions, ha acquisito la società Alfabook (dal Gruppo Hoplo), azienda torinese leader nel settore dell’editoria didattica digitale con oltre 90 marchi editoriali distribuiti, 13.000 titoli a catalogo e 440.000 utenti registrati.
L’operazione consente al Gruppo Telecom Italia un’ulteriore focalizzazione sulle attività di sviluppo e diffusione di soluzioni innovative dedicate alla scuola digitale, avvalendosi delle competenze maturate da Alfabook, in particolare nei servizi a supporto della didattica, nella produzione di contenuti per case editrici, nella realizzazione e gestione di piattaforme e-commerce specifiche per il mondo scolastico e nella distribuzione di contenuti per l’editoria in formato ebook tramite il sito proprietario Scuolabook.it.
Con questa iniziativa Telecom Italia prosegue nel percorso di rinnovamento del proprio portafoglio di soluzioni rivolte al mondo dell’education, avviato in collaborazione con Alfabook. La nuova offerta Kit Scuola Digitale di Telecom Italia include infatti la piattaforma Scuolabook Network…

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Scuola e tecnologia

Babbling progetto scuole infanzia

Piccoli grandi novità nella scuola italiana

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(Fonte immagine: http://www.tecnocomputing.com/)

Ormai non è più raro imbattersi in lavagne digitali interattive e proiettori, i cosiddetti LIM, in classe, per non parlare di registri elettronici e tablet: certo, la tecnologia a scuola non è ancora un elemento centrale dell’insegnamento italiano, sia perché si tratta di una novità sia perché i docenti devono adattarsi a un cambiamento di non poco conto; ma il cambiamento è ormai in atto e nei prossimi anni, per quanto ora il mondo degli insegnanti e dei precari abbia da pensare a questioni molto più importanti, le classi saranno pian piano rivoluzionate.
Non è un segreto, in effetti, che i maggiori produttori di ultime tecnologie stiano dedicando parecchia attenzione a strumenti informatici da sviluppare esclusivamente per il settore scolastico: parliamo, per la precisione, di Apple, Microsoft e Samsung, che ognuna a suo modo stanno cercando di dare risposte significative alle nascenti esigenze della scuola.

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Porte aperte sul web a Varese

Oggi vi parlo di “Porte aperte sul web”

E’ una comunità di pratica promossa dall’USR Lombardia e abitata da personale scolastico e non solo, proveniente da tutta l’Italia. Ha prodotto modelli di siti web scolastici accessibili e a norma con CMS come WordPress, Joomla, Drupal, Plone  che tutti possono utilizzare e per cui forniscono supporto all’occorrenza. Qui trovate un video di presentazione delle loro innumerevoli attività di Alberto Ardizzone.

Cosa c’entra con me?

Da qualche tempo ne seguo l’attività come spettatrice, mentre mi occupavo del sito dell’ex IC Varese 1 realizzato con una vecchia versione di Drupal. L’anno scorso vi è stata una razionalizzazione della rete scolastica varesina; ora io lavoro nell’Istituto comprensivo Varese 2.

Viste le nuove normative vigenti in materia di trasparenza e accessibilità e l’esigenza di alcune istituzioni scolastiche di rinnovare il proprio sito, si è deciso di chiedere aiuto al TeamRete dell’UST varesino. Gli esperti che lo abitano, tra cui Ignazio Scimone e Franco Pinotti, si sono resi subito disponibili e hanno preparato i modelli dei nuovi siti basati su WordPress Pasw2013 e un corso di aggiornamento di 3 incontri da 3 ore per spiegare come funziona il tutto al personale della scuola che se ne sarebbe occupato.

Al corso di aggiornamento hanno partecipato sia docenti che personale ATA e lo spirito è stato proprio quello che abita Porte Aperte sul Web. Ignazio Scimone collabora con loro e ha recentemente realizzato alcuni Plugin per l’Amministrazione Trasparente, con cui è stato implementato anche Paws2013.

Io, nello specifico, mi occupo insieme ad altri colleghi docenti e ATA, dei nuovi siti Web dell’IC Varese 1 e dell’IC Varese 2.

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Per il momento questi siti vengono gestiti con dominio eduva.org in attesa di diventare gov.it non appena verranno espletate le “incombenze” burocratiche necessarie.

Cosa porto a casa da questa esperienza? A parte il riscoprire la funzionalità di WordPress che io preferisco (forse perchè lo uso) più di tutti gli altri CMS, quello che mi piace è lo spirito di collaborazione che si è venuto a creare fra noi e il TeamRete dell’UST di Varese, sempre pronti a darci una mano, a correggere i nostri errori, a spiegarci come si fa. Spero che questa esperienza possa continuare ed arricchirsi sempre più, magari sfociando anche in una piccola comunità on line di mutuo soccorso fra persone che si conoscono e lavorano insieme già “in presenza”.

Grazie a tutti.

Libro automatico delle tavole pitagoriche

Descrizione obiettivo formativo e partecipanti

Questo breve percorso didattico, in origine, era stato pensato per la classe quarta della scuola primaria “Addolorata” di Varese nell’anno scolastico 2010/11. Erano state proposte varie tecniche per risolvere divisioni. Alcuni bambini della classe (BES o DSA) non erano riusciti a memorizzare le tabelline e ad utilizzarle con un grado di automatismo tale che permettesse loro di concentrare l’attenzione solo sui procedimenti di calcolo. Per questo lavoravano con le tavole pitagoriche a portata di mano e, non senza fatica, riuscivano ad eseguire le operazioni richieste senza l’aiuto della calcolatrice.

L’ultima tecnica proposta per eseguire divisioni a due cifre era stata quella che noi chiamavamo “metodo della tabellina”.

Ad esempio, nella divisone

13524 : 41

si procede come mostrato di seguito:

Divisione con metodo della moltiplicazione

Questo metodo risulta più semplice degli altri, per bambini con DSA o difficoltà di apprendimento in generale, a patto di avere a disposizione la tabellina che interessa già pronta all’uso.

Ecco perché, discutendone con la collega di matematica, avevamo pensato di costruire delle tavole pitagoriche già pronte, da stampare e consultare all’occorrenza. Questo lavoro poteva risultare pesante per un solo alunno, ma con l’aiuto della tecnologia e con la collaborazione di tutti era diventata, invece, un’occasione per divertirsi e costruire insieme qualcosa di utile per tutti.

Le tavole pitagoriche costruite con Microsoft Exel si possono ancora trovare sul blog Addolorata 2.0 al link Quando le tabelline vanno in vacanza… e sono già pronte da stampare. Per chi ne avesse bisogno c’è anche pronto un modello di tavola pitagorica automatica: basta scaricarlo e inserire i numeri desiderati: la tavola pitagorica si costruirà da sè.

Revival

Nel frattempo io ho cambiato scuola. Ora insegno alla scuola primaria “G. Pascoli”

Questo breve percorso didattico è stato ripensato per una classe quinta di 20 alunni, alcuni con BES e DSA.

Obiettivo formativo: coinvolgere tutti gli alunni in un percorso di crescita personale, ma condiviso in cui le nuove tecnologie e, in particolare, le Google Apps possano essere utilizzate per inventare e modellare nuovi strumenti compensativi (TAVOLE PITAGORICHE con il foglio di lavoro) utili a tutti, ma in particolar modo agli amici in difficoltà.

Tempi di realizzazione

  • 5 h per il lavoro propedeutico dell’insegnante
  • 4 lezioni da 2h per la realizzazione da parte dei bambini

Descrizione dell’impianto didattico

Prima fase (5h)

L’insegnante apre gli account Google per la scuola e per gli 11 notebook che gli alunni useranno a coppie in classe. Carica sullo spazio Google Drive dell’account scolastico i materiali necessari e le istruzioni per eseguire le consegne che verranno date in una cartella con il nome della classe (5A).

Seconda fase (2h)

Durante la prima lezione, con l’ausilio della LIM di classe e della connessione ADSL della scuola,  l’insegnante presenterà ai bambini lo spazio virtuale creato durante la prima fase, nell’account della scuola, facendo un “giro panoramico” tra le varie opportunità che Google offre e soffermandosi sulle principali funzioni di Google Mail, Google Drive, Google Foglio di Lavoro e Google Docs. Poi dividerà i bambini a coppie composte da alunni di livelli d’apprendimento diversi, in modo che si possano aiutare a vicenda. Infine, consegnerà ad ogni coppia le credenziali per poter entrare nell’account del  proprio notebook, dando il compito per il resto della lezione e a casa di provare ad entrare nel proprio profilo e magari scrivere qualcosa su un documento, al fine di sperimentare le varie possibilità offerte. L’insegnante, infine, passerà fra i banchi ad aiutare chi è in difficoltà, risponderà alle domande dei propri alunni servendosi anche dell’ausilio della LIM per fare vedere, praticamente a tutti, i passaggi non ben compresi delle varie operazioni.

L’insegnante a casa manderà una mail di invito a tutti i profili della comunità con le istruzioni e il link da cui si può accedere alla cartella condivisa di classe (Mail invito per accesso cartella 5A).

Terza fase (2h)

Durante la seconda lezione i bambini verranno invitati ad entrare nel profilo Google del loro notebook e controllare la casella di posta elettronica, dopo che l’insegnante avrà mostrato (con la LIM) come si procede utilizzando un account aggiuntivo creato appositamente per le dimostrazioni e le  sperimentazioni comunitarie.

Troveranno così la mail di invito che leggeranno e da cui accederanno alla cartella condivisa di classe. Poi, l’insegnante leggerà con loro la mail e ne spiegherà il contenuto.

Prima di aprire il foglio di lavoro assegnato al proprio notebook e procedere con le operazioni richieste, l’insegnante mostrerà con l’ausilio della LIM e del proprio notebook, su un file appositamente creato (tp esempio da completare insieme con LIM), le operazioni da svolgere per eseguire le consegne date. L’insegnante  farà notare come la formula applicata

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crei delle celle (quelle in cui la formula si ripete), i cui prodotti cambiano a seconda dei fattori che si combinano tra di loro, dando la possibilità di compilare velocemente tavole pitagoriche diverse, semplicemente sostituendo i fattori della prima colonna (A) con numeri scelti a piacere.

Gli alunni apriranno quindi il Foglio di lavoro assegnato e procederanno con la creazione della propria Tavola Pitagorica seguendo le istruzioni contenute nel documento apposito (Istruzioni per costruire tp auto). A turno proveranno i vari passaggi prima spiegati dall’insegnante in uno dei due fogli presenti in ogni file (ad es. tp 11-20 contiene come gli altri un originale e una copia) . Chi non lavora direttamente sul PC leggerà al compagno le istruzioni appositamente stampate per l’occasione e se necessario lo aiuterà a capire cosa deve fare. L’insegnante passerà tra le coppie a controllare che tutto proceda per  il meglio e ad aiutare chi è in difficoltà.

Se non finiranno in classe potranno finire a casa per compito, in modo che tutto sia pronto per la lezione successiva.

Esempi di tavole pitagoriche finite si possono trovare qui e qui.

Quarta fase (2h)

Nella terza lezione si provvederà a copiare ogni tavola pitagorica  in un unico Foglio di lavoro (LIBRO DELLE TAVOLE PITAGORICHE) e a stamparne una prima copia.

L’insegnante prima farà vedere come si fa utilizzando il file dimostrativo (tp esempio risultato libro) sul quale copierà i file e dal quale potrà far vedere come si stampa con la stampante di classe. Poi i bambini procederanno a copiare uno dei due fogli di lavoro (a scelta) da loro creati sul LIBRO DELLE TAVOLE PITAGORICHE seguendo all’occorrenza le istruzioni contenute nel file Istruzioni per raccogliere fogli di lavoro in unico documento.

Infine, a turno, ogni coppia provvederà a stampare 2 copie del libro per utilizzarlo come e quando sarà loro utile. Prima l’insegnante farà vedere quale è la procedura da seguire e indicherà il documento appositamente creato e condiviso con le istruzioni per stampare (Istruzioni per stampare il libro delle tavole pitagoriche).

Quinta fase (2h)

Un’ultima lezione si rende necessaria a distanza di 2 settimane per un brainstorming,  nel quale si discuterà con i bambini dell’esperienza fatta, facendo emergere le difficoltà affrontate e l’utilità effettiva dello strumento creato, nelle attività di matematica.

A tale scopo si chiederà ad ogni coppia di discuterne per 10 minuti in autonomia, per poi fare il punto della situazione insieme e compilare un documento condiviso con colori diversi uno per ogni coppia che servirà a tenere traccia della discussione e all’insegnante per calibrare meglio le future attività (Documento conclusivo dell’attività svolta).

Risorse tecnologiche utilizzate e predisposizione ambiente web 2.0

Per predisporre l’ambiente on line sono stati utilizzati i seguenti strumenti Google Apps:

  • Google account: per creare i vari profili di accesso della scuola e dei vari notebook
  • Google Drive: per creare la cartella condivisa e i file di lavoro
  • Google Foglio di calcolo: per creare i vari file in cui costruire le varie tavole pitagoriche, il libro per raccoglierle, i modelli di esempio e sperimentazione condivisa prima di svolgere l’attività richiesta a coppie.
  • Google Docs: per creare le istruzioni di supporto per svolgere l’attività e il documento finale di brainstorming.
  • Per svolgere l’attività saranno inoltre utilizzati 11 notebook in dotazione alla scuola, la LIM e la stampante di classe, la connessione ADSL e wifi della scuola, il cui segnale arriva in classe.

Costruzione materiali e attività didattiche

Tutti i materiali didattici costruiti e le attività ipotizzate sono esplicitati nei paragrafi precedenti e si possono trovare nella cartella condivisa 5A presente in Google Drive.

Vengono riportati per maggiore comodità i documenti principali nella tabella sottostante:

Materiali didattici

Funzione/Attività

Cartella condivisa 5A Raccoglie tutti i materiali per le varie attività.
Mail invito per accesso cartella 5A Mail di invito con link per accesso alla cartella condivisa.
Istruzioni per costruire tp auto Documento di testo con immagini esemplificative per supportare gli alunni.
Istruzioni per raccogliere fogli di lavoro in unico documento Documento di testo con immagini esemplificative per supportare gli alunni.
Istruzioni per stampare il libro delle tavole pitagoriche Documento di testo con immagini esemplificative per supportare gli alunni.
tp esempio da completare insieme con LIM Foglio di lavoro preimpostato per svolgere attività dimostrative con LIM.
tp 11-20 Uno dei file su cui gli alunni lavoreranno a coppie con i netbook.
tp esempio 11-20 risultato finale Uno dei file di esempio del risultato finale a cui i bambini devono arrivare.
tp esempio risultato libro File di esempio usato dall’insegnante per mostrare come si copiano le tp pronte in un unico foglio di lavoro.
LIBRO DELLE TAVOLE PITAGORICHE File dove vanno copiati dai bambini tutte le tp pronte per la creazione del libro.
Documento conclusivo dell’attività svolta Documento di testo in cui ogni coppia di alunni potrà scrivere ciò che vuole inerente all’attività svolta (cose piaciute o non, capite o meno, facili o difficili)

 

Obiettivi, formativi, educativi e didattici,  vantaggi e svantaggi in relazione alle tecnologie scelte

Le risorse tecnologiche utilizzate sono specificate nel paragrafo Risorse tecnologiche utilizzate e predisposizione ambiente web 2.0.

Gli obiettivi educativi e didattici che mi hanno spinto a scegliere tali strumenti sono riportati in elenco qui di seguito:

Obiettivo formativo: coinvolgere tutti gli alunni in un percorso di crescita personale, ma condiviso in cui le nuove tecnologie e, in particolare, le Google Apps possano essere utilizzate per inventare e modellare nuovi strumenti compensativi (TAVOLE PITAGORICHE con il foglio di lavoro) utili a tutti, ma in particolar modo agli amici in difficoltà.

Obiettivi educativi

  • Comprendere come l’aiutarsi reciprocamente possa essere un valore aggiunto nello stare insieme.
  • Comprendere il valore della discussione collaborativa per trovare soluzioni nuove e “su misura” per risolvere problemi.
  • Comprendere come l’utilizzo delle nuove tecnologie e degli strumenti web 2.0 possano “aprire nuovi orizzonti” per costruire nuove competenze in rete.

Obiettivi didattici

  • Conoscere alcuni dei principali applicativi offerti dalle Google Apps (Gmail, Google docs, Google Foglio di lavoro)
  • Saper utilizzare alcune delle funzioni principali degli applicativi presi in esame per portare a termine l’attività concordata.
Gmail Google docs Google Foglio di calcolo
Accedere con le proprie credenziali alla casella di posta eletronica. Aprire un documento di testo. Scrivere valori numerici nelle apposite celle.
Aprire una mail ricevuta e leggerla. Utilizzare i principali pulsanti di formattazione del carattere e tabulazione del testo Scrivere formule nelle celle scelte.
Scrivere un documento a “più mani” Duplicare le formule nelle celle selezionate.
Copiare fogli di calcolo da una cartella di lavoro all’altra.
Creare tavole pitagoriche automatiche dove basta cambiare i fattori delle moltiplicazioni nelle apposite celle per calcolare immediatamente i loro prodotti.
Predisporre un foglio o un’intera cartella di lavoro per la stampa.

 

Vantaggi

L’utilizzo delle tecnologia e delle risorse web 2.0 può creare occasioni di scambio, condivisione e co-costruzione della conoscenza per docenti con docenti, per alunni con alunni, per docenti con alunni. Possono dare la possibilità di accedere, elaborare e condividere informazioni che prima era difficile reperire e divulgare. Si creano comunità di apprendimento virtuali che offrono sostegno concreto a chi ne ha bisogno anche per tutta la vita (life long learning). Rivoluzionano la didattica o forse creano prospettive nuove e nuovi strumenti con cui fare scuola rimodellando vecchie metodologie.

Svantaggi

Per chi non le conosce, la tecnologia e le risorse web 2.0 possono creare un muro al rinnovamento. Probabilmente il muro ci sarebbe lo stesso anche senza di esse, perché molti docenti credono di vivere ancora nell’epoca giurassica in cui se ne poteva fare a meno e, in generale, non sono molto propensi all’aggiornamento e a cambiare stile di insegnamento e di relazione con gli alunni (lezione cattedratica vs attività di apprendimento collaborativo tra pari, in cui il docente offre opera di scaffolding dove serve, quando serve e quanto serve). Spesso, ancora, il centro del processo di insegnamento-apprendimento è solo l’insegnante e non è ben chiaro che ognuno deve essere protagonista della costruzione della propria cultura, fin da piccolo. Come non è chiaro a molti il fatto che non è necessario cambiare e rinnovare tutto e subito, si può fare un passo alla volta senza buttare via tutto del passato, comprese le lezioni cattedratiche. Magari dovrebbero solo essere limitate ad alcuni momenti per lasciare spazio ad altri stili di insegnamento e soprattutto alla sperimentazione pratica degli alunni che devono potersi sporcare le mani da soli, anche a scuola e non solo a casa, per imparare davvero.

Ma questo non è un problema solo tecnologico. La tecnologia lo riporta solo a galla e offre un’occasione in più per riflettere e agire di conseguenza, se si vuole.

È anche vero che spesso gli insegnanti non sono stimolati a rinnovarsi, sia per lo stipendio personale, sia perché nelle scuole dove insegnano la connessione internet va e viene, la copertura wireless non funziona come dovrebbe e non ci sono fondi per pagare un tecnico che se ne occupi o per comprare delle attrezzature informatiche adeguate.

Grado di applicabilità nel contesto scolastico

Nella mia scuola ad esempio, il laboratorio di informatica ha PC alquanto vetusti e lenti che si “inchiodano  ogni due per tre” e la connessione ADSL da 7Mbs non garantisce una banda abbastanza larga per connessioni multiple massicce.

L’attività che ho riprogettato e intendo proporre è applicabile grazie al fatto che esistono computer portatili e un’aula LIM che la connessione ADSL non viene contemporaneamente sfruttata in tutte le classi per lavorare direttamente on line su risorse condivise.

Azioni del docente

Le azioni del docente sono state ampiamente descritte nel paragrafo di Descrizione dell’impianto didattico. Qui mi preme sottolineare come il ruolo dell’insegnante cambia a seconda dell’attività svolta. Dai pochi momenti di lezione frontale con l’uso della LIM, in cui il docente assume un ruolo che si sposta dal cattedratico a quello di primo sperimentatore di quanto progettato, a  mediatore delle eventuali discussioni e correttore di tiro “al volo” (se serve e… ci vuole una certa elasticità mentale per saperlo fare), ai momenti di lezione pratica, in cui i protagonisti sono gli alunni (a dire il vero lo erano anche prima) e l’insegnante assume un ruolo prevalentemente di scaffolder, aiutando, rispiegando, incoraggiando, sostenendo ed eclissandosi quando necessario. Per cambiare ruolo in questa maniera bisogna diventare multitasking, senza perdere la testa.

Valutazione degli apprendimenti

Premesso che non credo nella misurazione dell’apprendimento dei bambini alle elementari (voti), valuterò la partecipazione e l’attenzione nelle varie fasi delle attività, lo spirito di collaborazione e il risultato delle attività svolte con giudizi sintetici e indicatori di livello.

  • Ottimo/distinto (10/9): l’attività è stata svolta in ogni sua parte ed è stata conclusa correttamente in autonomia e con precisione. L’alunno si è prodigato per aiutare il compagno in maniera efficace nei tempi prefissati.
  • Buono (8): l’attività è stata svolta in ogni sua parte ed è stata conclusa correttamente con l’aiuto del compagno che è intervenuto a correggere e completarne delle parti nei tempi prefissati.
  • Discreto (7) à l’attività è stata svolta in ogni sua parte ed è stata conclusa con l’aiuto dell’insegnante nei tempi prefissati.
  • Sufficiente (6) à l’attività è stata svolta in ogni sua parte ed è stata conclusa con l’aiuto dell’insegnante oltre i tempi prefissati.
  • Non Sufficiente (5) à l’attività è stata parzialmente svolta e non è stata conclusa nei tempi prefissati anche con aiuto.

Per la valutazione si terrà conto anche della partecipazione alle discussioni in classe e al contributo dato nel documento conclusivo condiviso che servirà anche come punto di partenza per la valutazione dell’efficacia del percorso formativo e della sua calibratura.

Punto di ingresso al percorso

https://drive.google.com/folderview?id=0B7ShjJfPxDlENkxnUml6UFRGMEE&usp=sharing

NB

Il progetto è stato pubblicato per essere condiviso e riutilizzato, anche modificandolo a seconda degli strumenti a disposizione, del numero degli alunni, ecc…

Chiedo solo che venga citata la fonte e che si lascino dei commenti, spiegando brevemente quali modifiche sono state fatte e perchè (strumenti alternativi utilizzati, difficoltà riscontrate o problemi risolti, le dinamiche relazionali che si sono instaurate fra i bambini e quali sono stati i ruoli degli insegnanti se diversi da quelli previsti in questo articolo… insomma ogni cosa che possa essere utile a chi capita da”queste parti”. Grazie.